martedì 24 gennaio 2017

Clessidra

Cinque soldi nella manina
per un sorriso, per un bacio.

Ma voi che frettolosi sorridete al passante
non vedete questi occhi di pianto,
la mano che trema alla fame?

Mettete nella cartella di Ricki
un quaderno a righe sottili
che possa scrivere anche il mio nome
alla lettera a come amore.

Dio, perchè mi è negato
l'oblio dei tanti anni che pesano
arrancando montagne innevate
al passo di ossa gelate?

Lunedì nonna, lunedì ti aspetto
quando la campanella suona
l'abbraccio di simile sangue
che scorre alla stagione
                                                                           del frutto maturo.
                                                                          
                                                                           Raffreno lo stillicidio della clessidra,
                                                                           residuo d'ossigeno, iridi dilatate d'attesa.

donatella maino 15 novembre 2005

sabato 1 ottobre 2016

Dio benedica gli uomini

Dio benedica gli uomini che sanno cosa vogliono..
quelli che fanno pazzie soltanto per vederti mezz'ora..
che suonano alla tua porta in piena notte,
e dopo che hai aperto,
ti riempiono di baci.
Dio benedica gli uomini che ti sorprendono,
quelli che riuscirebbero a vivere anche senza di te,
ma non é quello che vogliono.
Quelli che ti scelgono proprio perché sei complicata,
che ti mandano a fanculo,
ed un attimo prima di perderti,
tornano a riprenderti senza dire niente.
Che di uomini pieni di sé..
ne trovi ad ogni angolo,
ma uomini pieni di “te”,
beh.. é la cosa più bella che ti possa capitare.

@Donatella

giovedì 5 febbraio 2015

25 Febbraio

la genesi morta con te
segna il cielo di un graffio rosso,
è il canto gaelico, sono i campanelli cinesi,
i tamburi africani, dov'è il portico corinzio;

ceri accesi per un giorno cancellato,
una preghiera ai tuoi occhi fissi
nel ritratto esposto alla pietà
di ranuncoli e genziane.

ancora vive parole, ricordo,
nella piega maligna delle tue labbra rigide.

ora la terra ti mastica sotto
il tacco che sigilla il piombo.




                                                                                                 Donatella Maino - dedicata al fratello morto

lunedì 19 gennaio 2015

Al figlio


nessuno può conoscere i ritmi del mulinello

che trapassa la luce accesa da una lenta preghiera,
cinque anni di attesa,
quasi un sacramento rubato.

un'erba sconosciuta contro il palato della mente
una grazia carnale allo squarcio della luna,
un refolo di brezza salmastra,
                     l'azzurra corona.

Era il venticinque marzo millenovecentosessantanove,
l'ora sesta di un martedì pomeriggio.

credevo potessimo camminare assieme all'infinito
ma la porta  pulsava come una gran bestia di legno
e quel fiore di marzo mise le spine,
                                   me lo schiacciai sulla pelle
        ma lui andava cercando ceste di mele,
        le trovò d'incanto sulla riva del mar della Grecia.

ora sono nonna che cammina piano
in mezzo ad una folla di malattie
che rotola parole fra la gola e la mente
che le piega attorno a pensieri sudati d'amore
per te,
                                      figlio mio.

Donatella Maino - Domenica Febbraio 2011

mercoledì 27 novembre 2013

Stupro

STUPRO

Ho conosciuto il peso dell’uomo,
le sue mani stringermi il collo.

fra i seni è colata una bottiglia di rhum,
era il giorno speciale della lingua di gatto;

il galoppo spaccava le costole,

guardavo gli areoplani
cercando i nomi di chi scorre il vento:
li ho visti scomparire
nelle sue gengive gonfie di sperma.

Tutt’ora vedo nel dissimile l’identico.



Novembre 2013 :  Donatella Maino

sabato 19 gennaio 2013

Il cigno


l'incarnazione rifinisce le chiese
posando il pieno sul vuoto
affinchè l'Italia offra i suoi contrasti.

su tutto impera un cigno di lava bianca,
allunga il collo nel Mediterraneo
forgiando un'opera pietrificata dal terrore:

il vento ironico lo trasforma in leone, 
in serpente, pantera, cighiale e albero,
tante forme, come Proteo, 
camaleonte dell'olimpo, insufficiente
a se stesso nella miserabile scena
del pervertito e la gallina.

Il dio educa in sè stesso malandrini,
filosofi, benefattori, 
è il segnale del baratro
cammufato da giullare.


Donatella, gennaio 2013


mercoledì 9 gennaio 2013

Faraoni



corrono di bocca in bocca 
le mie cadenze maldestre
nel regno degli uguali e dei simili.

siamo solo il silenzio dell'uguaglianza,
schiavi della società che si lava 
nella grandezza del Nilo
stringendo al petto il copricapo da faraone.

il fiume è palude di democrazia,
la costituzione terra arida senza prati,
è sparita l'ombra di alberi secolari.

qualcuno appunta una coccarda
sul petto spolpato di Lazzaro.

è il premio ai non più...
dopo la morte delle rondini.



Donatella, 09 gennaio 2013